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Con una mossa senza precedenti destinata a rivoluzionare il panorama imprenditoriale, l’introduzione di una nuova imposta sulle società negli EAU promette di innescare un’ondata di cambiamenti positivi, rafforzando l’economia del Paese: lo ha dichiarato il sottosegretario del Ministero delle Finanze in un’intervista esclusiva ad Arabian Business.
Nel corso di una conferenza stampa ad Abu Dhabi, il ministero ha annunciato due decisioni fondamentali che chiariscono i dettagli del regime fiscale, in particolare il suo impatto sulle società delle free zone.
«Sebbene l’imposta sulle società sia stata annunciata 18 mesi fa, la sua attuazione oggi segna un momento cruciale per gli EAU. Questo sistema fiscale non solo diversificherà le fonti di entrata dello Stato, ma rafforzerà anche il legame tra attività d’impresa e generazione di reddito»,
ha sottolineato Younis Haji Al Khoori, stimato sottosegretario del Ministero delle Finanze.
Mentre gli EAU si impegnano a ridurre la propria dipendenza dal petrolio e a consolidare la propria posizione di hub imprenditoriale regionale, il nuovo regime fiscale mira a promuovere la diversificazione economica e a instaurare un rapporto più dinamico tra il settore privato e lo Stato.
«La riscossione delle imposte, che inizierà entro la fine dell’anno, favorirà un’interazione diretta tra il governo degli EAU e il settore privato, a conferma dell’importanza strategica di questo regime fiscale per i nostri settori finanziario ed economico»,
ha evidenziato Al Khoori.
«Prevediamo una profonda trasformazione del tessuto stesso della nostra cultura e delle nostre pratiche imprenditoriali.»
Le decisioni annunciate di recente, la Decisione del Consiglio dei Ministri n. 55 del 2023 e la Decisione ministeriale n. 139 del 2023, chiariscono quali sono i redditi qualificanti e le condizioni che consentiranno alle imprese di usufruire dei vantaggi del regime dell’imposta sulle società per le free zone.
Concentrandosi sui settori strategici, il regime fiscale garantisce la prosperità delle imprese che operano nelle free zone, migliorando il panorama economico complessivo degli EAU. Shabana Begum, direttrice esecutiva per la politica fiscale del Ministero delle Finanze, lo ha sottolineato durante un briefing con i media, affermando che le esenzioni fiscali nelle free zone attireranno le società intenzionate a trasferirsi.
Per beneficiare dell’allettante aliquota dello 0 per cento, le imprese possono rivolgersi alla rispettiva Free Zone Authority per confermare di averne i requisiti. Il regime si applica esclusivamente ai redditi derivanti da attività svolte all’interno delle free zone, comprese le operazioni con altre Free Zone Person, nonché ai redditi di fonte nazionale o estera derivanti da attività qualificanti.
Le attività qualificanti comprendono un’ampia gamma di settori, quali produzione, trasformazione, detenzione di partecipazioni, gestione di navi, servizi di riassicurazione, servizi di gestione di fondi regolamentati e di investimenti, servizi di tesoreria e finanziamento, finanziamento e leasing di aeromobili, servizi logistici, distribuzione nelle designated zone e attività accessorie.
Tuttavia, il regime esclude alcune attività, come le operazioni con persone fisiche, i redditi da servizi finanziari regolamentati, i redditi da beni immateriali e i redditi da beni immobili (ad eccezione degli immobili commerciali situati nelle free zone), che non sono considerati redditi qualificanti.
Per mantenere i benefici del regime, una Free Zone Person deve garantire che i ricavi derivanti da attività escluse o da redditi non qualificanti non superino il 5% dei ricavi totali né l’importo di 5.000.000 AED. I ricavi delle stabili organizzazioni al di fuori della free zone e i redditi non qualificanti da beni immobili situati nella free zone saranno soggetti all’aliquota ordinaria dell’imposta sulle società degli EAU del 9%.
Il mancato rispetto delle condizioni di qualificazione o dei requisiti de minimis comporterà l’esclusione dal regime dell’imposta sulle società per le free zone per almeno cinque anni. Durante questo periodo, le imprese saranno trattate come normali soggetti passivi (Taxable Persons) e assoggettate a un’aliquota del 9 per cento sull’imposta sulle società per il reddito imponibile eccedente 375.000 AED.
