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Come verrà trattata la filiale in free zone di una società mainland degli EAU?

Le leggi tributarie possono essere complesse, e questo vale anche per la Legge sull’imposta sulle società degli EAU. Per comprendere appieno la legge, occorre innanzitutto esaminarne le finalità. La Guida esplicativa chiarisce che la legge deve essere semplice e permissiva, ma non è necessario prevedere tutti i possibili scenari di sfruttamento fiscale. La guida sottolinea inoltre l’importanza della norma generale antiabuso contenuta nella legge. Se la legge tace su uno scenario specifico, ciò non significa necessariamente che l’attività sia consentita.
La guida affronta diversi concetti fiscali, aprendo nuovi spunti di discussione. Ad esempio, la Legge sull’imposta sulle società stabilisce che una filiale negli EAU di una società è considerata come un unico e medesimo «soggetto passivo». Tuttavia, la guida introduce una nuova prospettiva, affermando che la nozione di «soggetto di free zone» comprende le filiali di società mainland degli EAU registrate in una free zone. Questa novità solleva la questione se una filiale in free zone possa beneficiare di un trattamento fiscale separato o di un’esenzione, oppure se sarà trattata ai fini fiscali allo stesso modo della società madre. Se una società intende aprire una filiale in free zone, la differenza di trattamento fiscale potrebbe incidere in modo significativo sulla natura dell’attività.
Sebbene molti imprenditori percepiscano già, o intendano percepire, un proprio stipendio e retribuire i propri familiari, la guida sottolinea che i «dividendi» (che non sono spese deducibili) comprendono qualsiasi operazione o accordo con persone correlate o collegate che non rispetti il principio di libera concorrenza (arm’s length). Il rispetto di tale principio comporta anche diverse verifiche, tra cui il controllo che i soci soddisfino i requisiti relativi ai servizi prestati.
La guida specifica inoltre che le spese di rappresentanza sono deducibili solo nella misura del 50%. Tuttavia, le spese per l’intrattenimento dei dipendenti sono interamente deducibili. Questo chiarimento solleva interrogativi sulle spese ammissibili nei casi in cui dipendenti e clienti/fornitori partecipino insieme, nonché sulle spese sostenute da un titolare che agisce in veste di dipendente con il visto di lavoro della società.
La guida pone l’accento anche sulle ritenute alla fonte, un aspetto essenziale che le società dovranno considerare in futuro. L’aliquota della ritenuta alla fonte, attualmente pari allo 0%, potrebbe essere modificata con una decisione del Consiglio dei Ministri e, in tal caso, tutte le società/i soggetti erogatori degli EAU dovranno conformarsi ai nuovi processi, procedure e tempistiche di versamento delle imposte. Inoltre, ciascun membro del gruppo (nei gruppi fiscali) avrà obblighi individuali di effettuare le ritenute previste. La società madre non può adempiere agli obblighi per conto degli altri membri del gruppo.
La guida prevede che i soggetti qualificati di free zone siano tassati allo 0% sul reddito qualificato e al 9% sul reddito non qualificato. Il documento chiarisce inoltre che saranno tassati al 9% sull’intero reddito non qualificato, a differenza delle società mainland, che possono beneficiare del sistema a scaglioni sui primi 375.000 AED di reddito imponibile.
In conclusione, la Legge sull’imposta sulle società degli EAU è complessa e gli imprenditori devono comprenderne le finalità per evitare qualsiasi scenario di sfruttamento fiscale. La Guida esplicativa offre una buona comprensione delle specificità della legge e delle modalità per rispettarle.
