Le novità della Corporate Tax negli EAU portano sollievo ai commercianti di materie prime nelle Free Zone

UAE Corporate Tax Developments Bring Relief for Commodity Traders in Free Zones

Con una svolta significativa, le recenti decisioni del Consiglio dei Ministri e ministeriali hanno portato sollievo ai commercianti di materie prime che operano nelle free zone degli EAU, in particolare in quelle non classificate come «designated zone». Tali decisioni, con effetto retroattivo dal 1° giugno 2023, introducono nuovi concetti e offrono chiarezza su questioni chiave, suscitando interessanti discussioni nel panorama fiscale.

Un’importante agevolazione è stata concessa ai commercianti di materie prime nelle free zone non classificate come «designated zone». Il reddito derivante dal commercio di «materie prime qualificate» con soggetti esterni alle free zone, nazionali o esteri, può ora beneficiare dell’aliquota dello 0%.

Di questa disposizione beneficiano le materie prime qualificate, che comprendono metalli, minerali, prodotti energetici e agricoli negoziati allo stato grezzo su mercati di borsa merci riconosciuti (negli EAU o all’estero). Essa riguarda le attività di commercio fisico di tali materie prime e le relative operazioni in derivati effettuate a copertura dei rischi.

Il reddito derivante dalla titolarità o dallo sfruttamento di beni di proprietà intellettuale (IP), in precedenza escluso dall’aliquota dello 0%, registra un cambiamento favorevole. Una parte del reddito derivante dalla titolarità di «proprietà intellettuale qualificata» rientra ora nell’aliquota dello 0%.

La proprietà intellettuale qualificata comprende i brevetti e il software protetto da diritto d’autore, nonché altri diritti funzionalmente equivalenti a un brevetto (ad esempio modelli di utilità, diritti di proprietà intellettuale su varietà vegetali e materiale genetico, designazioni di farmaci orfani ed estensioni della protezione brevettuale). Tuttavia, i diritti di proprietà intellettuale legati al marketing, come i marchi, non rientrano in questa disposizione.

Per determinare il reddito da proprietà intellettuale qualificata che può beneficiare dell’aliquota dello 0%, si considera la quota delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo (R&D) direttamente collegate alla creazione, all’invenzione o allo sviluppo significativo di tale proprietà intellettuale, insieme a una «maggiorazione delle spese» (uplift expenditure) presunta.

Garantire una «sostanza adeguata» è fondamentale per poter richiedere l’aliquota dello 0%. Ciò comporta lo svolgimento delle attività principali generatrici di reddito (CIGA), il mantenimento di attivi sufficienti, di un determinato numero di dipendenti e il sostenimento di spese operative.

Le CIGA comprendono le funzioni che generano valore per l’impresa e non attività prevalentemente di supporto. Nella free zone (o designated zone) in cui viene svolta l’attività qualificata deve essere impiegato un numero adeguato di dipendenti qualificati a tempo pieno. Anche i terzi che svolgono le CIGA devono soddisfare questa condizione di localizzazione.

Sono stati forniti chiarimenti sul fatto che i redditi derivanti dai servizi di sede centrale (headquarters services) resi a parti correlate possono beneficiare dell’aliquota dello 0%. Questa categoria comprende l’amministrazione, la supervisione e la gestione delle attività commerciali delle parti correlate, la fornitura di servizi di alta direzione e di direzione generale, servizi di captive insurance, servizi amministrativi, servizi di approvvigionamento, pianificazione aziendale, sviluppo, gestione dei rischi, coordinamento delle attività del gruppo e il sostenimento di spese per conto delle parti correlate.

Si raccomanda un’attenta valutazione dei «servizi di sede centrale». Sorgono interrogativi circa la riorganizzazione delle attività di gestione di una società mainland (altrimenti non ammissibile all’aliquota dello 0%) in un’entità separata in free zone, in particolare se essa gestisce punti vendita al dettaglio nel mainland. Analogamente, le società in free zone altrimenti non ammissibili all’aliquota dello 0% potrebbero valutare di scorporare le proprie attività di gestione in una distinta società in free zone. Pur trovando applicazione le norme sui prezzi di trasferimento, questa strategia potrebbe consentire al gruppo societario di beneficiare dell’aliquota dello 0% su una quota congrua dei propri utili complessivi.

Spiegazioni dettagliate sulla distribuzione di beni o materiali all’interno o a partire da una designated zone rispondono a questioni rilevanti. Tuttavia, gli scenari relativi alla distribuzione di attrezzature non destinate alla rivendita, alla verifica che i clienti esteri siano rivenditori, al commercio di beni che non sono materie prime qualificate o alle vendite con spedizione verso porti terzi richiedono un’attenta valutazione. Con la maggiore chiarezza sugli incentivi fiscali delle free zone, i titolari d’impresa devono porsi le domande giuste per ottimizzare l’impatto fiscale e soddisfare i requisiti di conformità.

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